ma insomma bambini, ne è invalsi la pena o no?
Giugno 2013
25 post
Poesie di strada. Quando la frutta diventa metafora:
“Teng e mellun gruoss comm’ a capa e nu cristiano”
Quanto ti ho voluto e quanta voglia
di darti un bacio sulle stelle
saltare il compito di matematica
farti un disegno sulla pelle
Quando il tuo cellulare ti invita a non dimenticare che domani è il compleanno di Katia M, che poi sarei io, ti chiedi se sarà proprio necessario chiamarmi e farmi gli auguri.
Ho visto uno spezzone di Purpetta e ho pensato che erano meglio gli anni ‘80, coi film di Nino D’Angelo. Nino, tu sì che sapevi recitare!
La parola “cacca” mi ha fatto perdere 3 lettori nel giro di un secondo.
Ogni volta che metto lo smalto, devo fare qualcosa di “urgente”.
Tipo adesso devo fare cacca.
Alemanno: “Mi prendo tutte le colpe”. Sta frase l’ho già sentita da un altro Signore in mezzo ai ladroni…
Dopo essermi imbattuta in “penso dunque gioco” in libreria, mi piace immaginare che Pirlo negli spogliatoi parli di cogito almeno quanto di coito.
Napoli: studentessa inventa lo stupro perchè non si è ancora laureata.
Ma dico… non poteva inventarsi una laurea, come fanno tutti?
Diamo lavoro ai giovan…ardi. Perchè la legge (non) è uguale per cucchi.
La Festa della Repubblica, così sobria quest’anno che ve la siete bevuta.
Non so se è peggio un vecchio che parla solo al passato o un giovane che parla come un vecchio al presente. Ma so che è meglio non incontrarli.
Maggio 2013
68 post
Nessuno può mettere Baby in un triangolo.
Il fastidio di un cambiamento, come un raffreddore in arrivo.
Non so quanto avrei dato per avere questo freddo quei tempi in cui preparavo gli esami.
Alemanno dichiara che per colpa della partita del cuore non lo state guardando a Ballarò. Insomma basta con questi derby!
Però un po’ mi mancano quei periodi in cui morivano i ventisettenni.
Critici che si atteggiano ad essere “l’unica nota stonata” dopo aver scritto articoli basandosi su altre “note stonate”. La grande bruttezza della critica italiana.
Non ci sono più le mezze ragioni.
fate l’amore con il sapone.
Mi fermo davanti alla stazione dei pullman, guardo dentro le persone che aspettano e penso a tutti i posti in cui stanno per andare. Ma so che non possono scappare, o bere fino a tirarsene fuori, o morire per liberarsi di tutto.
Spengo la luce, ci svestiamo, ci mettiamo a letto. Il buio è la cosa migliore. Non c’è viso, non ci sono parole, c’è solo la pelle calda, qualcosa di vicino e di dolce, qualcosa in cui perdersi.
Cammino per strada, guardo la gente che passa, e penso che persino le puttane nei loro cappotti lunghi di vinile camminano come se avessero qualche posto dove andare.
Usciamo e lei prende e mi si aggrappa al braccio. Sento le sue dita come nastri sulle vene della mia mano.
Sento che la mia paura si allontana in cerchi concentrici attraverso il tempo, per un milione di anni.
Un certo Ugo Cassone mi ha inviato un sms esortandomi a votare PDL per le prossime elezioni del Comune di Roma. Allora, sign. Cassone, io non solo non sono di Roma e non ho condiviso alcun percorso di rinnovamento in questi anni, come dice lei, ma tanto meno avrei votato un cassone come lei. Resta il mistero di come ha reperito il mio numero di telefono.