Scemari

It's so much more fun to be bad

Oggi in Italia tornano solo quelli della Nazionale. 

Esiste un precedente per una bugia di tipo analogo, o piuttosto, per una bugia in un frangente analogo. 

Nei test esce fuori che sono sempre una persona migliore.

Sogni: il luogo dove quasi tutti soddisfano i loro bisogni.

—Amy Hempel, Ragioni per vivere

curriculum sfigae #19

Vi racconto una storia. L’ennesima di questa mia rubrica sulla sfiga che vi piace tanto, perchè ci accomuna tutti. 

Non so se vi ho già detto che da qualche mese faccio “volontariato” presso una casa editrice di Napoli. Vabbè, ora lo sapete. Dopo essersi sottratto al dialogo per un mese, perchè doveva pensare a quanto darmi (e io nel frattempo gli lavoravo tutti i giorni) il mio non datore di lavoro mi dice che riesce a racimolare solo 250 euro al mese, a nero ovviamente. Io gli dico che se ci vado due volte a settimana, gli faccio pure un favore. 

E così, tra varie, incredibili e paradossali situazioni di cui avrò già postato qualcosa a riguardo in precedenza, vi racconto quest’ultima.

La compagna, o meglio la mantenuta, è un architetto di Roma. Non può permettersi un ufficio perchè è stata licenziata non so da dove. Lui pensa bene di darle la mia scrivania e trasforma così la casa editrice in un mix tra ufficio stampa e studio d’architetti, tant’è che quando la gente chiama in ufficio che cerca la signora, resta basita che dall’altro lato della cornetta rispondiamo “…. Editore”. La signora aveva bisogno pure di una segretaria, e allora lui, il potente editore, le ha dato la stagista, poverina malcapitata, non pagata, che era venuta qui ad imparare qualcosa e ora si ritrova a farle le scannerizzazioni. Vabbè, trafila risaputa.

Vengo al dunque: avendole dato la mia scrivania, mi relega su un mobiletto con le ruote in un angolino, non posso neanche stendere le gambe. Allora, decido che questa storia deve finire. Prima la salute, si dice, no? Gli chiedo di comprarmi una scrivania. Lui mi dice ok.

Stamattina niente scrivania. Io gli dico che allora non gli lavoro più. Lui mi dice: ok, statt a’cas!

Beh, lo so che magari vi aspettavate un colpo di scena, qualcosa di più interessante. Ma purtroppo è questo che ci passa il mercato: gente senza scrupoli, che si arricchisce sulle nostre spalle.

Non solo non veniamo pagati, ma non veniamo neanche rispettati. Non dico come professionisti, ma almeno come persone.

E’ in momenti come questo che mi chiedo che ci faccio qui, cos’altro ancora devono farmi per capire che bisogna andare via, scappare? 

Vuoi la verità, vuoi la verità e quando la ottieni non riesci ad accettarla e sei costretto ad andartene. E allora dire la verità a qualcuno è una buona o una cattiva azione? …. C’era altro da dire; ci sarebbe sempre stato altro da dire. Se avessi deciso di dirglielo. 

[Amy Hempel, Ragioni per vivere]

Bah, tipo che ho 30 anni e piango ancora guardando un telefilm per teenagers. Nel caso specifico, per chi volesse saperlo, era Suburgatory alla 3x08. 

Però avevo sentito che in Brasile un po’ di culo ci stava…