Scemari

It's so much more fun to be bad

Su una bancarella di libri dove solitamente mi fermo a rovistare, trovo “Porno” di Welsh sepolto in mezzo ai libri Harmony e quelle stronzate motivazionali tipo scopri cosa pensa il tuo uomo a letto oppure donne trentenni come gestirsi tra lavoro e figli (che poi sfido a trovare una trentenne con almeno una delle due cose). Ecco, solo perché ti chiami Porno vieni classificato come un romanzo erotico e non come il geniale, e a mio parere superiore, seguito di un cult come Trainspotting. E all’improvviso ti ritrovi in mano a una casalinga arrapata, ancora tutta presa da 50 sfumature, che sottovoce confessa alle amiche di aver letto il libro più sconvolgente della sua vita, che se la vedesse quel matto di Franco Begbie la picchierebbe a sangue.

Esiste una determinata specie di uomo che, quando è al mare, si siede nel ristorante del lido senza maglietta, e senza alcuna remora, mangia e beve grattandosi i peli sul petto e cacciando fuori all’occorrenza i piedi dai suoi infradito. Molto probabilmente la donna che è al suo fianco, per scegliere un tipo così, è arrivata all’ultima spiaggia.

Chissà cosa spinge un ragazzo che suona uno strumento musicale a decidere di voler far parte della banda di paese piuttosto che di una rock band piena di groupie.

Spacciatore a telefono con la mamma: “mamma’, io nun me vac a droga’, io a matin vac a combatter!”. Le mamme so proprio tutte uguali, sempre a preoccuparsi.

Capisci che le cose in Italia vanno male dal fatto che vai in spiaggia e ci trovi un bagnino obeso: una sicurezza per chi non sa nuotare.

Un gruppo di ragazzi “del nord” sulle spiagge del cilento sfoggiava tutti i luoghi comuni su Napoli e dintorni. Sentendosi gli occhi addosso delle persone vicine, iniziano ad esprimersi in inglese. Vorrei dire giusto un paio di cose: la prima, è che l’inglese lo conosciamo anche noi; la seconda è: morite!

Non si sa come, tra le bancarelle delle località marine, cercano sempre di appiopparti qualcosa con su scritto il tuo nome: sui bracciali, sugli anelli, i portachiavi, le mutande, il cazzo.

Ci sono molte cose che non mi riesco a spiegare, tipo come facciano alcune persone a dire di non avvertire la sete dopo essersi lavati i denti.

"Io posso togliermi il vizio di fumare quando voglio perché ce l’ho la costanza. A casa io non fumo perché i miei non lo sanno, ma sono sicura che se vado a vivere da sola non mi toglierò mai questo vizio."
Come dire due cose completamente diverse in 30 secondi. L’unico vizio di certa gente è la contraddizione.

(mal)tempo

La cosa che più vi spaventa, in realtà, è che quest’estate non avete ancora detto ilpulcinopioilpulcinopioilpulcinopio.